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luglio/agosto 2008
Harold W. Attridge: A proposito di GiudaFra le molte opere che permettono di gettar nuova luce sulle origini del cristianesimo, molto scalpore ha fatto, due anni fa, il Vangelo di Giuda: un testo paleocristiano che pone in primo piano la figura di Giuda, il traditore di Cristo. La pubblicazione da parte della National Geographic Society di questo vangelo la prima da quando il testo venne rinvenuto in Egitto negli anni Settanta ha ricevuto attente recensioni su questa e su altre riviste letterarie, e ha altresí stimolato ulteriori discussioni. Due opere a esso dedicate sono apparse recentemente. Elaine Pagels, di Princeton, e Karen King, di Harvard le quali hanno dato entrambe validi contributi allo studio dell'antico cristianesimo uniscono le forze in un nuovo libro, che si indirizza a un vasto pubblico popolare. Bart Ehrman, prolifico scrittore che molto ha fatto per divulgare gli studi dotti sulla storia della chiesa primitiva e che, inoltre, ha collaborato alla pubblicazione dell'originale di questo vangelo, ha scritto un altro libro accessibile a lettori profani. Peter Brown: Tasselli di storiaNessuno è meglio qualificato di Glen Bowersock per trasmettere ai lettori, con imprevedibili raccordi tra culture che di solito si considerano come irrevocabilmente distinte, la sensazione dell'aprirsi di grandi orizzonti. Il suo recente libro Mosaics as History: The Near East from Late Antiquity to Islam è un capolavoro iridescente. Un'ampia massa di erudizione, accompagnata da un'esattezza che non viene mai meno, è usata per rilevare alcuni problemi fondamentali (e finora non presi in esame) producendo cosí un libro che ha l'acutezza e lo scintillio di un diamante industriale. La chiarezza, l'economia e l'incanto della scrittura di Bowersock ci fanno dimenticare il ferreo rigore su cui si basa la sua selezione nella scelta delle testimonianze e l'effetto devastante che le sue conclusioni hanno su ogni tipo di sapere convenzionale. Si tratta dell'opera di un civilissimo iconoclasta. In sole 120 pagine, squisitamente costruite e illustrate, siamo trasportati dalla Roma cristiana all'estremità orientale del Mediterraneo nei secoli V, VI e VII. Ci ritroviamo ad appoggiare i nostri piedi sui pavimenti delle ville, delle case residenziali di città, delle sinagoghe e delle chiese frequentate dalla classe agiata in una vasta area oggi suddivisa in cinque regioni teatro di durissimi scontri: la Siria, il Libano, la Giordania, lo stato d'Israele e i territori palestinesi. Siamo in ciò che oggi indichiamo come Vicino Oriente. Michael Chabon: Dopo l'ApocalisseCharlton Heston e una megera dalla capigliatura selvaggia, avvolta nella pelliccia di un animale, cavalcano lungo una spiaggia desolata, di fronte al rudere spunzonato della Statua della Libertà semisepolto nella sabbia. Come sia la fine del mondo, lo sanno tutti. Prima l'umanità viene quasi interamente sterminata da una radiazione, da un'epidemia, da un asteroide o da qualche altro cataclisma. I sopravvissuti vanno soggetti a mutazioni genetiche, sprofondano nel feudalesimo, o regrediscono a condizioni di bestialità preistorica. Risorgono antichi culti, con tanto di pugnali e divinità feroci, mentre sparute compagini elette rimangono attaccate ai brandelli della civiltà perduta, serbando cognizione dei macchinari, dell'agricoltura, e un atteggiamento missionario contro qualche futuro rinascimento, confrontandosi con il lascito di grandezza e distruzione dei propri avi. Martin Filler: Volare con Eero SaarinenLa prematura scomparsa di un grande artista solleva, inevitabilmente, una domanda che non troverà risposta: dove sarebbe potuto arrivare? Ma quando un architetto eccezionalmente promettente come Eero Saarinen (1910-1961, nato finlandese e naturalizzato americano) muore in ancor verde età, la perdita appare particolarmente tragica, poiché la lentezza delle opere edili ha fatto dell'architettura tutt'altro che un agone per giovani. Da secoli, gli aspiranti "capomastri" hanno fatto la gavetta e l'apprendistato molto a lungo prima di mettere in cantiere i propri progetti edilizi. In tempi più recenti, la specializzazione postlaurea e il riconoscimento professionale hanno ulteriormente ritardato le carriere degli architetti "sul campo". Oggi, pochi professionisti non inseriti in grandi ditte sono in grado di eseguire alcunché più grande di una villetta, prima di aver compiuto quarant'anni. Tim Flannery: Re della retePer alcuni lettori i libri recensiti in questo articolo possono essere fonte di ansia e disagio. L'aracnofobia, spiega Paul Hillyard in The Private Life of Spiders, «è la più diffusa tra le fobie scatenate dagli animali». Questo intenso timore dei ragni può colpire chiunque diventando davvero estremo. Una persona affetta da questa fobia dichiarò, a esempio, di «non riuscire neppure a scrivere la parola ragno», o di essere incapace di «entrare in una qualsiasi stanza prima che qualcuno abbia controllato attentamente se è priva di ragni». I serpenti possono scatenare reazioni analoghe e sono proprio le vivaci descrizioni di questi animali senza zampe e di quelli con otto zampe, insieme alle centinaia di splendide fotografie a colori contenute nei libri qui recensiti, che potrebbero destare qualche preoccupazione in alcuni lettori. Tuttavia spero che anche queste persone riescano a controllare le proprie paure irrazionali, perché, a causa di questi timori, verrebbero private del piacere di ammirare alcuni dei più straordinari gioielli viventi in natura. Girolamo Imbruglia: Bisogno di illuminismoStorico del Settecento e della storiografia, John Robertson ha opportunamente unito le due linee della sua ricerca in questo eccellente libro che varrebbe veramente la pena tradurre in italiano , nel quale la limpida discussione delle maggiori polemiche storiografiche attuali è parte integrante della puntuale ricostruzione storica. Il gioco di parole del titolo potrebbe essere reso con "bisogno" di illuminismo, il che costuisce al tempo stesso una anticipazione delle conclusioni cui giungerà il lettore avvertito. La suggestione dell'avvicinamento della Scozia settecentesca ad altre realtà europee, di scorcio anche a Napoli, era stata avanzata molti anni fa da Franco Venturi: ed è proprio Venturi che guida, per un suo lato, la ricerca di Robertson, che traccia infatti la storia "politica" delle idee illuministe attraverso il confronto tra Napoli ed Edimburgo nel Settecento. Tony Judt: Imparare dal passatoIl XX secolo ce lo siamo lasciato da poco alle spalle, ma già i suoi conflitti e le sue conquiste, i suoi ideali e le sue paure stanno franando nell'oscurità dell'oblio o della mismemoria. In Occidente, ci siamo affrettati ad accantonare, ove possibile, il bagaglio economico, intellettuale e istituzionale del XX secolo e abbiamo incoraggiato gli altri a fare altrettanto. Sulla scia del 1989, con sconfinata improntitudine e insufficiente riflessione mettiamo il Novecento in non-cale e marciamo arditamente nel Duemila, infagottati in mezze verità autoreferenziali: il trionfo dell'Occidente, la fine della Storia, l'egemonia americana, l'ineluttabile marcia della globalizzazione e del libero mercato. Angelo Moscariello: Cinema e pitturaDa qualche anno la riflessione critica sui rapporti tra il cinema e la pittura sta tornando a interessare gli studiosi tanto del primo quanto della seconda, e questo dopo un lungo periodo durante il quale la questione sembrava essere stata accantonata. All'origine di una tale rinnovata attenzione ci sono almeno due fattori che spiegano l'attualità di cui sta tornando a godere la comparazione linguistica tra le due arti. Il primo fattore consiste nella fine di quella dittatura semiologica che nell'ultimo trentennio ha assegnato un ruolo prioritario all'istanza narratologica rispetto a quella figurativa, riconducendo l'analisi dei testi al modello del discorso letterario. Il secondo fattore è dato dall'intreccio tra le arti visive nel panorama attuale della produzione artistica che vede cinema, televisione, fotografia e pittura intersecarsi con esiti originali e con conseguente interesse da parte della critica che di tale fenomeno è chiamata a rispondere. Andrew O'Hagan: L'11 settembre di Don DeLilloPreleviamo un uomo qualsiasi da quel terribile giorno. Si chiama Kevin Michael Cosgrove. Se digiti questo nome in Internet, bastano esattamente 0,12 secondi per scoprire che nacque il 6 gennaio 1955. Leggi quindi che abitava a West Islip, presso New York, ed era vicepresidente della Aon Corporation, con sede al 105mo piano della South Tower, una delle Torri Gemelle. Dalla enciclopedia Wikipedia apprenderai che è sepolto al Cimitero San Patrizio di Huntington. Puoi cliccare su un'immagine della Torre Sud e, nel giro di pochi secondi, udire le ultime parole di Cosgrove, rivolte a una centralinista: «Ho moglie e figli», dice. «Siamo giovani, qui.» «Non siamo pronti a morire.» «Fate svelti per favore!» E quando l'edificio crolla, Cosgrove esclama: «Oh, Dio!». AnticipazioniENZO GOLINO Arbasino: in questo Stato | |||||
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